Sono molto preso da Feisbuc, in questo periodo. Ecco perché non scrivo più qui. E poi ho mal di stomaco, credo che sto per avere una crisi di rigetto della rosticceria.
Fragilità emotiva
1 Ottobre 2008 · 2 Commenti
E’ curioso il fatto che ieri, leggendo le ultime pagine del libro “L’eleganza del riccio” mi sia fatto prendere dalla commozione (a proposito, devo rivedere i miei giudizi sugli autori francesi). Ma proprio lacrime, eh. E’ curioso non tanto per il fatto in sé (e nemmeno per la mia mole che rende ridicola questa scena), piuttosto perché avevo passato il pomeriggio davanti alla camera mortuaria di un ospedale a parlare con i genitori e i parenti di un ragazzo morto in un incidente stradale. E lì non una lacrima, non un fremito, nemmeno un’esitazione. Solo una tristezza superficiale – non finta, no, ché mica sono un robot – che però non è andata oltre la faccia scura di circostanza e le solite parole del caso. E nemmeno dopo, scrivendone, ho provato granché. Poi invece mi ritrovo a piangere davanti a un libro, a personaggi inventati, a storie quasi assurde. Forse è come se si fosse tolto un tappo, che chiudeva la stanchezza, la solitudine, il dolore (mio e altrui) di questi mesi.
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Il lavoro notturno in Alitalia
26 Settembre 2008 · 8 Commenti
Copio e incollo da Corriere.it (nuovo contratto di lavoro Alitalia):
“Viene considerato periodo notturno ai fini contributivi la fascia oraria dalle 20 alle 8, anzichè quella dalle 20 alle 7. Il lavoro notturno è però di almeno sette ore consecutive tra mezzanotte e le cinque del mattino”.
Qualcuno mi spiega come si possono fare sette ore consecutive in cinque ore?
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8 dollari
22 Settembre 2008 · 4 Commenti
Ieri sera ho chiamato A., lei ha fatto rispondere il suo (il mio?) nipotino di nemmeno 4 anni. C’è una specie di rivalità tra noi, perché lui considera la zia “la sua sposa”, e si arrabbia quando vado lì e gliela “rubo” per giornate intere. Quindi ieri mi ha risposto lui, e mi ha detto “Che cosa vuoi da noi?”, con l’aria da bimbo ferito e offeso, e mi ha fatto troppo ridere. Io gli ho risposto di stare tranquillo, che volevo parlare con lui. Allora quando A. ha cercato di riprendere il telefono, lui le ha detto “No aspetta, vuole parlare con me!”. Poi gli ho chiesto di fare un disegno tutto per me, così quando vado me lo fa vedere e me lo porto a lavoro e lo tengo sulla scrivania. Lui mi ha detto che in cambio vuole 8 dollari. Ha già le idee chiare ’sto bimbo.
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Realizzare i propri sogni vendendo il proprio corpo.
16 Settembre 2008 · 2 Commenti
Raffaella Fico, 20 anni, showgirl (showgirl???) ed ex concorrente dell’ultima edizione del Grande Fratello (ah, bè), in un’intervista esclusiva a «Chi» (’sti ca… pensavo al New York Times), il settimanale diretto da Alfonso Signorini in edicola mercoledì, fa un annuncio destinato a dare scandalo: «Metto all’asta la mia verginità per un milione di euro. Voglio proprio vedere se c’è qualcuno che tiri fuori questa somma per avermi» (ma perché dovrebbe?). «Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione». «Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino». (da Corriere.it)
Insomma, una prostituta, aggiungerei. Niente di più e niente di meno.
Ma lavorare no, eh?
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Consenso bulgaro
15 Settembre 2008 · Lascia un Commento
Pare che il consenso al Governo Berlusconi stia veleggiando intorno al 98-99 per cento. Lo dicono in molti, ormai, e quei pochi che non approvano l’operato dell’Esecutivo non stanno certo nel Pd. Del resto è evidente la sua ricetta vincente: ordine pubblico, sicurezza economica e divertimento. Mr. B ha tolto la spazzatura da Napoli, ha chiamato a sé i suoi amichetti per comprare il nuovo giocattolo Alitalia, e ha inventato questo simpaticissimo gioco che si chiama “Bastonate l’immigrato” (già pronto il testo pubblicitario: “Ecco la novità dell’autunno, che vi permetterà di trascorrere splendide giornate all’insegna dell’amicizia e del divertimento: inventate una scusa qualunque, cercate il primo immigrato – meglio se di colore – che vi capita a tiro e prendetelo a sprangate! Il divertimento e l’impunità sono assicurati!”).
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Alitalia e italiani caproni
13 Settembre 2008 · Lascia un Commento
Secondo molti esperti, se la trattativa Alitalia-Cai (che sembra il guaito di un cane bastonato, e invece i cani bastonati siamo noi italiani) non dovesse andare in porto, lunedì potrebbe alzarsi in volo l’ultimo aereo targato Az. Dopodiché, il blocco totale. Troppe le perdite giornaliere, e troppi i creditori che ormai non sarebbero più intenzionati a dare credito, appunto, all’azienda. Nel frattempo, il sito di Alitalia continua a offrire prezzi sempre più favolosi, fregandosene bellamente di tutti i problemi. Le ultime notizie risalgono al 5 settembre, quasi dieci giorni fa, come se in tutto questo tempo non fosse successo nulla. «Alitalia informa che continuerà ad operare i propri voli come da orario in vigore, e che onorerà prenotazioni e biglietti». Difficile da crederlo, adesso.
Intanto si incensano e si osannano i “nuovi” salvatori dell’Italia, quei Colaninno e Tronchetti vari che già in passato furono protagonisti del disastro Telecom, ma nessuno pare ricordarsene. Gli italiani hanno la memoria corta, e affittano il proprio cervello al leader (?) politico di turno. Chi vota Mr. B sottoscrive in toto quello che dice Mr. B, chi vota Topo Gigio Uòlter ripete lettera per lettera ciò che dice Uòlter (uhm… poco, per la verità).
E’ una bella idea questa della Bad-co. I debiti rimangono agli italiani, tanto chi se ne frega, milione più milione meno. L’azienda, quella “sana”, va a questi pirati dell’economia, con tutti i ricavi che ne conseguono. Cazzo, facile così. Dicevano che non volevano “svendere” la compagnia ad Air France, che – pur con tutti gli esuberi necessari (meno di quanto sono previsti ora) – si sarebbe accolata tutti i debiti. Ora si regala (ché di regalo si tratta) una gloriosa compagnia aerea a corsari con le spalle coperte da destra e da sinistra. E si dice pure che, poverini, stanno facendo degli sforzi per salvarla.
Mi viene la nausea: desidero fortemente che Alitalia fallisca.
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Oggi è giornata di citazioni…
11 Settembre 2008 · 2 Commenti
“…A quanto pare nessuno ha pensato che, se l’esistenza è assurda, una brillante riuscita non vale più di un fallimento. E’ solo più piacevole, anzi nemmeno: credo che essere coscienti renda il successo amaro, mentre la mediocrità spera sempre in qualche cosa…” (Muriel Barbery, “L’eleganza del riccio”)
“…Non siam razza d’ artista, nè maschere da gogna, e chi fa il giornalista si vergogna… Non che il fatto c’importi: chi non ha in qualche posto un peccato o un cadavere nascosto?…” (Francesco Guccini, “Gli amici”)
“…Seven years has gone so fast… Wake me up when september ends…” (Green Day, “Wake me up when september ends”)
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In libreria
10 Settembre 2008 · 5 Commenti
Come al solito, entro in libreria con l’intenzione di comprare l’impossibile, poi mi blocco davanti alle copertine e ai titoli, timoroso di spendere soldi per un libro che non mi piace. E sì che ce ne sono, di libri che vorrei comprare… ma mi lascio prendere dalla razionalità e ragiono troppo. Ho appena finito di leggere “L’inattesa piega degli eventi” di Brizzi e mi è piaciuto. Ora, a meno che non decidessi di riprendere in mano uno di quei libri che sono sullo scaffale e che ho iniziato mille volte ma non ho mai finito (“Mille splendidi soli” e “Praga”, tanto per citarne due), l’alternativa era andare in libreria. Dopo un’ora spesa a vagare tra milioni di pagine, ho preso “L’eleganza del riccio”, più che altro perché ne ho sentito parlare molto bene. I romanzi francesi non mi attirano tanto. Non perché ne abbia letto qualcuno (non che io ricordi, almeno… ah sì, “Le particelle elementari”, Michel Houellebecq… brutto), piuttosto perché mi stanno sul cazzo i francesi. Non ci posso fare niente, è più forte di me, e ne ho avuto conferma in quei giorni a Parigi. Ora so che mi prenderò (come minimo) gli insulti di qualcuno.
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…terminò in un cigolio il mio disco d’atmosfera…
5 Settembre 2008 · 5 Commenti
Tutto sta nel prendere la decisione di affrontare quel preciso momento in cui la tua vita cambierà irrimediabilmente. Tutto sta nel prendere in mano la tua esistenza, e fare in modo che non siano gli altri a trascinarla, ma sia te stesso a portarla dove ti pare. E’ come fare un tuffo da una bella altezza, per me che non ho mai amato i tuffi. Non è il momento del volo, né quello dell’impatto in acqua, nè riemergere dopo qualche secondo; è l’istante in cui prendi la decisione di farlo, e i tuoi piedi si staccano dallo scoglio, quello sì che è il momento più difficile.
E’ il momento in cui decidi di dimenticare tutto ciò che c’è stato di bello, e tenere tutto il brutto degli ultimi anni. E’ quello in cui cerchi di ricordare tutto il male che hai provato, e non pensare volontariamente alla dolcezza e al piacere. E’ questo che mi taglia le gambe e mi strozza il respiro. E’ per l’incapacità di averlo fatto in passato, che mi odio.
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